10 falsi miti sul mal di schiena

1. Se hai l’ernia non puoi più fare sport

Falso.  E’ stato dimostrato che il dolore alla schiena non ha un legame di causa-effetto con le ernie discali, piuttosto con altri fattori. Molte persone con discopatie anche a vari livelli sono difatti asintomatiche.  In linea generale la discopatia può essere presente in oltre il 50% degli individui di età superiore ai 40 anni e nell’86% di età superiore ai 60 anni.

2. Se hai mal di schiena devi fare nuoto

Falso. Comunemente si pensa che il nuoto sia l’attività migliore per scoliosi e mal di schiena. Questo perché, a differenza di molti altri sport  viene praticato in acqua, permettendo di lavorare in assenza di gravità. Recentemente è stato dimostrato che il nuoto anche se apporta molteplici benefici all’apparato locomotore e cardio-circolatorio, sembra non avere alcun effetto terapeutico sulla colonna vertebrale.

3. Se hai mal di schiena fai riposo assoluto a letto

Falso. Sicuramente i primi giorni soprattutto se il dolore è molto forte può risultare utile stare a riposo lontano dal lavoro, tuttavia è sconsigliato un periodo prolungato a letto, che può di contro peggiorare la situazione clinica. Maggiori benefici si ottengono mediante un rapido ritorno alle attività quotidiane, applicando le indicazioni ergonomiche ma soprattutto iniziando, il prima possibile, la rieducazione motoria.

4. Se hai mal di schiena fai prima la radiografia

Falso. Potrebbe essere utile fare un esame diagnostico per risalire alla causa del problema, ma questo deve essere consigliato dallo specialista che peraltro potrebbe ritenere utile indirizzare il paziente in altri tipi di esami diagnostici.

5. Se hai un’ernia devi operarti

Falso. Nella maggior parte dei casi i pazienti che presentano ernie discali possono essere trattati efficacemente con la terapia conservativa. Solo una minima percentuale avrà bisogno di ricorrere alla chirurgia, una volta fallite tutte le altre strategie conservative di trattamento (terapia farmacologica, terapia manuale, terapia fisica e l’esercizio terapeutico).

6. La “manipolazione” che rientra l’ernia

Falso. E’ convinzioni di tanti che questo possa succedere, ma le ernie non rientrano con manipolazioni ne con altre tecniche manuali. Il suono che si sente durante la manovra è dovuto al fenomeno della cavitazione articolare (fenomeno consistente nella formazione di zone di vapore all’interno del fluido articolare che poi implodono producendo il rumore caratteristico).

7. La vertebra andata fuori posto

Falso. Purtroppo capita frequentemente di ritrovarsi di fronte un paziente che crede di avere qualcosa fuori posto che deve rientrare mediante qualche  manovra. Questa falsa credenza potrebbe innescare un meccanismo difensivo come la paura di muoversi, innescando cosi un circolo vizioso. Inoltre questo meccanismo spinge il paziente alla ricerca di qualcosa che lo rende dipendente dal trattamento anziché imparare attivamente a gestire il proprio stato di salute, acquistando autonomia e indipendenza.  Una tecnica manuale in generale non riposiziona nulla, ma attraverso un meccanismo neurofisiologico (temporaneamente) modula il dolore, aumentando la mobilità articolare.

8. Se hai mal di schiena è colpa del lavoro pesante

Falso. E’ idea comune pensare che più è pesante il lavoro che si svolge più c’è rischio di avere problematiche di schiena. In realtà il mal di schiena può colpire sia chi svolge un lavoro pesante sia chi svolge un lavoro statico d’ufficio. La sedentarietà difatti è uno dei fattori principali che può portare a sviluppare, nel tempo, patologie alla schiena.

9. Un movimento brusco che ha causato lo “strappo” alla schiena

Falso. Nel linguaggio popolare questa condizione patologica prende il nome di Colpo della Strega. Di solito avviene quando ci si abbassa in avanti o si solleva un peso e improvvisamente si avverte un vero e proprio CRACK, che blocca la persona in quella posizione, e diventa quasi impossibile sollevarsi nuovamente. In fisiologia è stato spiegato il meccanismo di produzione dell’ernia discale (CRACK)  in tre tempi:

Flessione del busto in avanti

Pressione che spinge in nucleo discale posteriormente

Raddrizzamento con fuoriuscita del nucleo discale all’ esterno

Può risultare molto utile avere un “core” forte e prestante, come l’applicazione delle indicazioni ergonomiche migliorando la distribuzione dei carichi che agiscono sulla colonna.

10. Il mal di schiena che può essere dovuto al cambio climatico

Falso. Molte persone lamentano insorgenza di dolori articolari e quindi anche mal di schiena soprattutto a causa dei cambiamenti climatici o meglio nei cambi di stagione. Studi scientifici hanno dimostrato che non esiste alcuna relazione tra clima e patologie articolari, più verosimilmente queste potrebbero essere già presenti ma non sintomatiche e diveltarlo proprio nei periodi di cambiamento climatico.